The Dark Passenger

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thevaguestoffeeling:

cherrybob-omb:

Oh my god. Film geek orgasm. 

Imagine that Hangover cast. Fuck. 

This is the best thing I ever saw on the internet. EVER.

(via romanoff-bartons)

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Il pubblico in sala si dirada, il fenomeno si ridimensiona e l’inattendibilità di certi prodotti non fa altro che aggiungere scetticismo all’utente finale. E pensare che poco più di un anno fa grazie al grande successo di “Avatar” si parlava già del 3D come di una nuova frontiera, della grande rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre il modo di fare e consumare cinema… […] Fatto sta che nell’odierno presente il 3D che conta, nel nostro paese una vita di quasi 2 anni, sembra già essere arrivato al capolinea.

La rivoluzione delle meraviglie sembra aver già sparato tutte le proprie cartucce, quel grande slancio iniziale sembra essersi aggrovigliato attorno a se stesso; vuoi per il prezzo maggiorato sul singolo biglietto, vuoi per la pubblicità negativa fatta sull’occhiale e sui suoi potenziali pericolosi effetti collaterali, vuoi per la mediocre offerta di titoli, il pubblico sta abbandonando da tempo la strada nuova per riprendere quella vecchia. […]

Il 3D di fatto è un fulgido esempio di chimera: un’allettante fantasticheria dalla vita breve. Questa tecnologia nello spettatore non rilascia un vero e proprio desiderio di ripetere l’evento, già durante la visione del film si innesca una sorta di assuefazione che, quando non rischia di renderla fastidiosa, fa dimenticare fin da subito il tipo di esperienza che si sta vivendo. Se poi si aggiunge a tutto questo uno sgangherato titolo avvertito come vera e propria “bufala” pensata solo per spillare qualche euro in più sul prezzo del biglietto ecco che di lì a breve si innesca un vero e proprio rigetto da presa per i fondelli. […]

Il nuovo establishment cinematografico sempre più propenso alla mera mercificazione del cinema, ha ritenuto opportuno adeguare il proprio prodotto a qualcosa di concettualmente immediato e allettante per provare a guadagnare fin da subito qualcosa in più, senza costruire un vero e proprio parco titoli realmente originali e adeguati alla nuova tendenza. Pensando di aver trovato la gallina dalle uova d’oro, ha letteralmente scaraventato sul mercato “camionate” di titoli scellerati, di pasticci digitali travestiti di 3D e puntato quasi esclusivamente sul riciclo di saghe ormai morte e dimenticate da tempo. […]

In tutto questo si dimentica troppo presto che il nocciolo di un’esperienza filmica è rappresentato dalla sua parte emotiva, un sentimento che per essere prodotto non ha bisogno di sofisticati tecnicismi ma solo di una vera e sana passione… più o meno tutta quella che, con molte probabilità, non si riuscirà mai a trovare nel nuovo “Piranha 3D”.

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Avatar ha ritmo nel senso che non ti addormenti ma ha un difetto enorme: non appassiona. Non è altro che un’accozzaglia di “già visto” che non aggiunge nulla nè al genere “fantascienza e dintorni” nè, ovviamente, alla storia del cinema. E poi fa ridere quando non c’è niente da ridere.

Cose a cui ho pensato mentre mi -yawn- annoiavo:
Il film si apre con un occhio che si apre ed è Lost. C’è Sigurni Uivah ed è Alien. Poi un robot gigantesco mezzo umano ed è Yattaman. C’è Michelle Rodriguez aka ANA LUCIA ed è Lost again. Un branco di lucertoloni ed è Giurassic Park. C’è Giovanni Ribisi ed è Phoebe Buffet. Una svaria di elicotteri e di aerei che compare dalla parte destra dello schermo ed è Apocalipse Now e anche Apocalipse now redux. L’eroe si infiltra da infiltrato ed è Cavallo di Troia. C’è un’enorme quercia che crolla ed è caduta del comunismo. Ci sono due che fanno l’amore in mezzo alle lucciole ed è Lady Oscar. La popolazione di indigeni lucertoloni blu si mette a pregare inchinandosi ad un albero -!- ed è Re Leone. C’è scissione tra fazioni di uno stesso partito ed è Sinistra Italiana. I lucertoloni si mettono a fare strana danza ed è All Blacks. Ah, i lucertoloni sono tutti blu e hanno capo anziano ed è I Puffi e Grande Puffo (sì, c’è anche Puffetta). L’Eroe viene schifato ma poi viene accolto come un Dio ed è Gesù Cristo. L’Eroe incita lucertoloni alla rivolta con grande profitto ed è Braveheart.

Per dire quando parlo di accozzaglia.

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“Ora io non lo dico per dare un giudizio di merito ma se pensiamo al cinema recente come evento sociale obbligatorio, nemmeno Avatar aveva suscitato reazioni simili, perché Avatar non ha retto all’hype. Questo ha retto all’hype.”
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“Immersi in questo fluttuare di suoni, correre di colori, squarciarsi di irrealtà ci si perde. E si perde ogni altro senso del film stesso. Poco importa l’intento algorianamente ambientalistico, poco importano, progressivamente, i destini dei personaggi che in Pandora lottano e vivono. Siamo finiti nella stanza delle rarità, dei Guinness impossibili. Ogni cosa che ci circonda ha il solo preciso scopo di alimentare il nostro stupore, e la nostra fiducia nella tecnologia (che sia la nuova declinazione del sogno americano?).
Per questo, alla lunga, si finisce inesorabilmente per rimpiangere Miyazaki, e il suo senso poetico e armonico del mondo e della sua rappresentazione. Altrimenti, resta solo l’affastellamento selvaggio dei Guinness, appunto. Il mai visto, il più grande, il più incredibile, il più inverosimile. La tecnologia non è una condanna di per sé (si pensi a ciò che la Pixar è stata in grado di realizzare). Ma è pericolosa se riduce il cinema a trucco avanspettacoli stico, a numero ipertecnologico per saziare la fame adolescenziale di novità.”
— Mattia Marinotti recensisce Avatar su «Cineforum» n. 491, marzo 2010
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cidindon:

catastrofe:

stop the internets, we have a winner

cidindon:

catastrofe:

stop the internets, we have a winner

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Filed under: avatar james cameron 
peepingtom:

Avatar (James Cameron, 2010)
“Un film paradossalmente “piccolo”, narrativamente esiguo e ideologicamente vecchiotto. L’immaginario tecno-umano di Cameron è fermo a vent’anni fa, seppure il valore del 3D sia indiscutibile, e la sua efficacia evidente. Si parlava di rivoluzione di genere: sarà per la prossima volta.” - Pier Maria Bocchi, Cineforum
“Lo spettacolo mi ha molto affascinato e non ho mai guardato l’orologio per più di due ore. Così come l’utilizzo del 3D è finalmente né fastidioso né gratuito, ma coerente con la voglia di “estendere” la profondità di campo. Dove mi ha molto deluso è nella sceneggiatura: possibile che il cinema americano non sia più capace di riflettere seriamente sui temi che affronta? Perché solo fiabe schematiche e puerili?” - Paolo Mereghetti, Corriere della sera 
“Il film che rivoluzionerà la storia del cinema? Siamo seri… Una performance capture di nuova generazione, va bene. Ma niente di nuovo sotto il sole. Il 3-D, poi, non serve a niente, vederlo flat sarebbe stato lo stesso. Divertente (per un teen-ager), spettacolare… d’accordo… ma si possono avere dubbi logora sulla poetica messianica del regista?” - Alberto Pezzotta, viviMilano/Corriere della sera

peepingtom:

Avatar (James Cameron, 2010)

“Un film paradossalmente “piccolo”, narrativamente esiguo e ideologicamente vecchiotto. L’immaginario tecno-umano di Cameron è fermo a vent’anni fa, seppure il valore del 3D sia indiscutibile, e la sua efficacia evidente. Si parlava di rivoluzione di genere: sarà per la prossima volta.” - Pier Maria Bocchi, Cineforum

“Lo spettacolo mi ha molto affascinato e non ho mai guardato l’orologio per più di due ore. Così come l’utilizzo del 3D è finalmente né fastidioso né gratuito, ma coerente con la voglia di “estendere” la profondità di campo. Dove mi ha molto deluso è nella sceneggiatura: possibile che il cinema americano non sia più capace di riflettere seriamente sui temi che affronta? Perché solo fiabe schematiche e puerili?” - Paolo Mereghetti, Corriere della sera

“Il film che rivoluzionerà la storia del cinema? Siamo seri… Una performance capture di nuova generazione, va bene. Ma niente di nuovo sotto il sole. Il 3-D, poi, non serve a niente, vederlo flat sarebbe stato lo stesso. Divertente (per un teen-ager), spettacolare… d’accordo… ma si possono avere dubbi logora sulla poetica messianica del regista?” - Alberto Pezzotta, viviMilano/Corriere della sera

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