The Dark Passenger

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Infine c’è una leggenda metropolitana che, con il passare degli anni, sempre di più si va accreditando nell’ambiente (che poi è l’anticamera per cominciare a girare anche tra gli spettatori), ovvero che Neri Parenti sia regista dagli ottimi tempi comici. “Gli si può dir tutto ma quanto a tempi comici è un maestro” è una specie di mantra che, partito dai set e dagli addetti ai lavori si sta ora diffondendo presso la critica.

Beh non è vero. Le poche gag buone del film non sono valorizzate e anche attori dai buoni tempi comici (Luca e Paolo) qui sono mortificati dalla solita regia sciatta, pigra e svogliata, capace di levare credibilità a qualsiasi immagine.

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“Se non fosse bastato il primo film con questo secondo Machete getta ogni maschera e si conferma, sostanzialmente, una parodia. Non una nello stile classico di Mel Brooks (che non ne esistono più), quelle cioè che prendono elementi topici di un genere e li sovvertono in maniera demenziale, ma una in stile contemporaneo, cioè un film che rispetta tutte le regole del genere in questione aggiungendo un twist da commedia, serio nella tecnica umoristico nei dettagli.”
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Quentin Tarantino’s official list of his top 10 films of 2013 – so far (aggiornamenti)

1.  Afternoon Delight (Jill Soloway)
2.  Before Midnight (Richard Linklater)
3.  Blue Jasmine (Woody Allen)
4.  The Conjuring (James Wan)
5.  Drinking Buddies (Joe Swanberg)
6.  Frances Ha (Noah Baumbach)
7.  Gravity (Alfonso Cuarón) /Fruitvale Station
8.  Kick Ass 2 (Jeff Wadlow)
9.  The Lone Ranger (Gore Verbinski)
10.  This Is The End (Seth Rogen, Evan Goldberg)
«… Nella lista pubblicata su Les Inrockuptibles, comunque, Gravity è sostituito da Fruitvale Station».
via badtaste
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Jesse Pinkman: You look like Lex Luthor
Breaking bad - 1x07 - “A No Rough Stuff Type Deal”
link 1: Bryan Cranston o Mark Strong come Lex Luthor?
link 2: Bryan Cranston vorrebbe interpretare Lex Luthor

Jesse Pinkman: You look like Lex Luthor

Breaking bad - 1x07 - “A No Rough Stuff Type Deal”

link 1: Bryan Cranston o Mark Strong come Lex Luthor?

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Dopo il successo dell’operazione kickstarter per il film di Veronica Mars (oltre 4.5 milioni di dollari raccolti), a Hollywood c’è un grande fermento intorno alla possibilità di finanziare film attraverso il crowdfunding. Molto si è dibattuto, però, sul fatto che si cercasse il finanziamento dei fan per progetti nati da proprietà intellettuali in mano alle major (lo stesso Veronica Mars è di proprietà della Warner Bros.).

Uno dei più interessanti e personali sembra essere quello lanciato poco fa da Zach Braff, star di Scrubs ma soprattutto regista del cult Garden State.

Il film si chiama Wish I Was Here: Braff stava per firmare un accordo di finanziamento di stampo “classico” con una casa di produzione, ma ha deciso di chiedere aiuto al popolo della rete per finanziare il progetto senza bisogno di rivolgersi a finanziatori esterni o major che pretendano il final cut (ovvero l’approvazione al montaggio definitivo) e le scelte di casting. Nel video di presentazione intervengono anche attori come Jim Parsons e Donald Faison, che Braff vorrebbe coinvolgere:

Graden State è stato finanziato da un’unica persona, un investitore che era fan di Scrubs e che non faceva parte del mondo dell’intrattenimento. […] Kickstarter può essere un ottimo strumento per finanziare piccoli film personali lasciando ai registi la totale libertà creativa. […] Garden State è stato il mio film dei vent’anni, vorrei che Wish I Was Here fosse quello dei miei trent’anni. Non un sequel vero e proprio, ma un sequel nei toni. […] Se dipendessimo da una major per il budget, probabilmente non ci permetterebbero di girare delle scene al Comic-Con di San Diego, cosa che invece vorremmo fare: una scena con un contest di cosplay. Ci proporrebbero invece Las Vegas.

Braff spiega, nella didascalia del video:

Finanziare un progetto indipendente nella maniera tradizionale spesso significa dover perdere il diritto del “final cut”, le scelte di casting, le scelte sulle location e tagliare tutto il tagliabile dallo script per renderlo il meno costoso possibile. E se ci fosse un altro modo?

La storia del film è la seguente:

Wish I Was Here è la storia di Aidan Bloom (interpretato da me), un attore in difficoltà, padre e marito, che a 35 anni cerca ancora la sua identità, uno scopo per la sua vita. Lui e sua moglie ce la fanno a malapena con i soldi, e Aidan passa il suo tempo a fantasticare su quando da piccolo sognava di diventare un cavaliere spaziale.

Quando suo padre non può più permettersi di pagare la scuola privata dei figli (di 5 e 12 anni) e l’unica scuola pubblica è decisamente fuori mano, Aidan accetta - pur riluttante - di fargli da insegnante a casa.

Il risultato è un caos decisamente divertente, finché Aidan non decide di lasciar perdere il metodo tradizionale e utilizzare un suo metodo. Insegnandogli la vita alla sua maniera, Aidan scopre lentamente alcune parti di se stesso che non conosceva.

La sceneggiatura è stata scritta da Zach Braff e dal fratello.

Nella pagina Kickstarter del progetto trovate moltissime altre informazioni, bozzetti, dettagli e la possibilità di contribuire (in poche ore sono stati raccolti 100.000 dollari, l’obiettivo è 2 milioni in un mese).

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“Penso che quando si tratta di fantascienza, ci siano delle pietre miliari da cui non puoi prescindere. Metropolis. Blade Runner. 2001. Se parli di qualcosa ambientato fuori dal nostro pianeta, 2001 non puoi di certo evitarlo. Ma c’è solo un 2001: Odissea nello Spazio, quindi il massimo che puoi fare è tentare di avvicinarti a esso (…) Guardiamo allo stacco temporale dell’osso lanciato in aria che “diventa” astronave. Ci vuole un’enorme sicurezza per fare un balzo temporale del genere. Se mi piacerebbe fare una cosa del genere nei miei film? Ovviamente si. Ma non credo che avrei la sicurezza necessaria. Motivo per cui è esistito un solo Stanley Kubrick. E’ inimitabile. Ma può comunque essere una fonte d’ispirazione. Puoi essere ispirato ad aspirare di possedere quella sicurezza di te.”
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Tim Burton ha realizzato per la nuova edizione dell’Hollywood Reporter un simpatico sketch con protagonista Sparky, l’eccentrico cagnolino di Frankenweenie.
Il film d’animazione del visionario regista ha perso la sua battaglia agli Oscar contro Ribelle - The Brave, ma difficilmente il publbico dimenticherà uno dei suoi più intimi lavori degli ultimi anni.
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Tim Burton ha realizzato per la nuova edizione dell’Hollywood Reporter un simpatico sketch con protagonista Sparky, l’eccentrico cagnolino di Frankenweenie.

Il film d’animazione del visionario regista ha perso la sua battaglia agli Oscar contro Ribelle - The Brave, ma difficilmente il publbico dimenticherà uno dei suoi più intimi lavori degli ultimi anni.

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