The Dark Passenger

Filed under: roberto saviano roberto maroni vieni via con me mafia camorra nord italia Nord e Sud replica domande risposte Politica politica italiana tv stampa giornalismo Concita De Gregorio 
“Domanda: Saviano ha mentito? Non è vero che le mafie sono infiltrate al Nord? No, non ha mentito. È vero ed è scritto in documenti ufficiali. Chi vive al Nord lo sa, del resto. Lo sanno tutti. Dunque perché il ministro dell’Interno chiede diritto di replica in tv? Perché quel che tutti sanno, acqua calda appunto, è stato detto in tv. Molti milioni di persone hanno sentito. Molti di più di quanti leggano i giornali. Allora il ministro vuole rispondere a quegli stessi milioni di persone. Ma se è vero, non sarebbe meglio che si presentasse in tv davanti a giornalisti di vari giornali europei, per esempio, a rispondere alle loro domande? Si, sarebbe meglio. Abbiamo molte domande per il ministro: oggi questo giornale ne pubblica alcune. Domande a cui Maroni non risponderà, perché qui non si usa che un esponente di governo si sottoponga a una vera conferenza stampa in tv. Non si usa? E come mai?”
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Iovine era tra i trenta latitanti più pericolosi d’Italia. Per gli altri 29 il parlamento ha respinto la richiesta.

Il capo dei casalesi è stato catturato proprio nei giorni delle polemiche su Maroni. Era nascosto in un cilindro.

Iovine è stato arrestato in una casa della sua città. Quattordici anni di dure indagini per individuare il citofono.

Il boss era ricercato da anni ed era tra le priorità investigative nell’azione di contrasto alla logorrea di Saviano.

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“… Un paese dove se non muori, sei colpevole perché vivi.”
Roberto Saviano, Vieni via con me, 8 novembre 2010 (via alessandraelle)
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“Ma in realtà questa legge è figlia diretta della logica mediatica. È una verità evidente sino a ora trascurata. Questa legge risponde al meccanismo mediatico che sa bene come funziona l’informazione e ancor più l’informazione in Italia. Pubblicare le intercettazioni soltanto quando c’è il rinvio a giudizio, se da un lato è garanzia per gli indagati, dall’altro genera un enorme vuoto che riguarda proprio quel segmento di informazioni che non possono essere rese di dominio pubblico. Questo sembra essere il vero obiettivo della legge: impedire alla stampa, nell’immediato, di usare quei dati che poi, a distanza di tempo, non avrebbe più senso pubblicare. In questo modo le informazioni veicolate rimarranno sempre monche, smozzicate, incomprensibili.”
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“Nella maggior parte dei casi i filoni di indagine maggiori hanno preso le mosse da indagini secondarie che nulla sembravano, a primo acchito, avere a che fare con i reati commessi dalle associazioni mafiose. Quello che c’è da sperare, ora, è che chi fa queste dichiarazioni semplicemente non sappia di cosa sta parlando e non sia in malafede. Non so cosa sia meglio per il Paese, se avere a che fare con incompetenti, i dilettanti dell’antimafia, o con persone che invece agiscono consapevolmente in malafede. Non saprei decidere.”
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L’Olocausto non è mai esistito.
Emergency alimenta il circolo della guerra.
La mafia è famosa e potente grazie a Saviano.
Il cielo è giallo.

Sono opinioni queste? Sì. E secondo Marina Berlusconi, presidente di una delle più importanti agenzie culturali del nostro Paese, queste opinioni sono legittime. Tutte le opinioni sono legittime. Ecco come costruisci il consenso, come lo strutturi, come lo rendi inevitabile.

Ogni opinione è legittima? No, non tutte le opinioni sono legittime. Ci sono opinioni che sono delle bestemmie. Che non dovrebbero nemmeno essere pronunciate. E se qualcuno esprime un’opinione che è una bestemmia -perché esistono i fatti, esiste il buon senso, esistono le verità incontrovertibili- allora bisogna diffondere sapere, conoscenza. E ribattere colpo su colpo.

Se ci fosse un’opposizione qualsiasi, nel nostro Paese, capirebbe che è proprio da qui che bisogna ripartire per ridare dignità e autostima a un’opinione pubblica che sta annegando nell’a-moralità: distruggere assiomi e false verità attraverso fatti, regole e certezze.

Non tutte le opinioni sono legittime: è umiliante anche solo doverlo ribadire.