The Dark Passenger

Filed under: art movie john carpenter quotes interview cinema 
fuckyeahdirectors:

“When somebody who makes movies for a living — either as an actor, writer, producer or director — lives to be a certain age, you have to admire them. It is an act of courage to make a film — a courage for which you are not prepared in the rest of life. It is very hard and very destructive. But we do it because we love it.” - John Carpenter

fuckyeahdirectors:

“When somebody who makes movies for a living — either as an actor, writer, producer or director — lives to be a certain age, you have to admire them. It is an act of courage to make a film — a courage for which you are not prepared in the rest of life. It is very hard and very destructive. But we do it because we love it.” - John Carpenter

(Fonte: amy-blue)

Filed under: art cinema film life make movies movie pessimismo woody allen bad taste badtaste 
“Fare film mi distrae, sono alle prese con problemi che posso risolvere e se non ce la faccio non è poi un dramma così grande, al massimo faccio solo un brutto film. Questo mi svaga dai veri grandi problemi della vita. Se non facessi film starei a casa, seduto ad arrovellarmi su quanto la vita sia terribile.”
Filed under: uscite in sala news distribuzione sala cinema david cronenberg robert pattinson Don DeLillo Cosmopolis 
In uscita il 25 maggio.
Devo proprio decidermi a leggere il romanzo.

In uscita il 25 maggio.

Devo proprio decidermi a leggere il romanzo.

Filed under: Scarlett Johansson fotografia illegale legalità cinema news condanne 
Filed under: cineblog news cinema James Gray Low Life Ellis Island marion cotillard Joaquin Phoenix 
Primo period movie per il regista, ma ennesimo ambientato a New York, Low Life narrerà la storia di una donna che emigra dalla Polonia verso gli States; la sorella, però, viene fermata ad Ellis Island. La donna, una volta a New York, viene forzata ad entrare nel mondo del burlesque e del vaudeville, finché non appare un mago che spera di salvarla e farla riunire con la sorella… Non nuovo alle tematiche dell’immigrazione, Gray è però convinto che questo sia un progetto “inedito” nella sua filmografia:

Ho provato a non essere troppo ispirato dai film. Voglio che sia unico. Non saprei dire qual è l’ispirazione in questo caso… Ho provato seriamente a non rubare nulla. […] non sto dicendo che ho fatto qualcosa di completamente nuovo: non ho [rubato] di proposito, questo intendo. Sarà pronto in 15 settimane da oggi. Quindi credo che gli obiettivi - se pensiamo ad obiettivi del genere, visto che i miei non sono i festival - siano Venezia e Toronto. Forse non Venezia perché è troppo presto, ma quasi certamente Toronto. Credo sarà il mio miglior lavoro. Ciò che ho girato non è stato solo il lavoro più bello, ma anche gli attori sono al loro meglio e sono davvero contento per questo motivo.
[…]

[E] non vediamo l’ora di sapere qualcosa in più anche sul thriller The Gray Man, che girerà assieme a Brad Pitt:


Assolutamente è questione di mesi. Dipende più che altro dagli impegni di Brad Pitt e anche dai miei, e dipende dal tempo in cui riesco a finire l’altro film, e dipende dal budget ed altri noiosi fattori del genere. Ma certamente potrebbe accadere: certo più del fatto che non si faccia.


cineblog

Primo period movie per il regista, ma ennesimo ambientato a New York, Low Life narrerà la storia di una donna che emigra dalla Polonia verso gli States; la sorella, però, viene fermata ad Ellis Island. La donna, una volta a New York, viene forzata ad entrare nel mondo del burlesque e del vaudeville, finché non appare un mago che spera di salvarla e farla riunire con la sorella… Non nuovo alle tematiche dell’immigrazione, Gray è però convinto che questo sia un progetto “inedito” nella sua filmografia:

Ho provato a non essere troppo ispirato dai film. Voglio che sia unico. Non saprei dire qual è l’ispirazione in questo caso… Ho provato seriamente a non rubare nulla. […] non sto dicendo che ho fatto qualcosa di completamente nuovo: non ho [rubato] di proposito, questo intendo. Sarà pronto in 15 settimane da oggi. Quindi credo che gli obiettivi - se pensiamo ad obiettivi del genere, visto che i miei non sono i festival - siano Venezia e Toronto. Forse non Venezia perché è troppo presto, ma quasi certamente Toronto. Credo sarà il mio miglior lavoro. Ciò che ho girato non è stato solo il lavoro più bello, ma anche gli attori sono al loro meglio e sono davvero contento per questo motivo.

[…]

[E] non vediamo l’ora di sapere qualcosa in più anche sul thriller The Gray Man, che girerà assieme a Brad Pitt:

Assolutamente è questione di mesi. Dipende più che altro dagli impegni di Brad Pitt e anche dai miei, e dipende dal tempo in cui riesco a finire l’altro film, e dipende dal budget ed altri noiosi fattori del genere. Ma certamente potrebbe accadere: certo più del fatto che non si faccia.


cineblog

Filed under: sergio leone interviste quotes cinema 

“My life, my reading, everything about me revolves around the cinema.  So for me, cinema is life, and vice-versa”.

- Sergio Leone

(via fuckyeahdirectors)

Filed under: Gian Piero Brunetta Storia del cinema italiano libri cinema 
oldfilmsflicker:

I got this from the SF Public Library today. I’m almost done with Joseph Cotten’s autobiography and then I’m gonna start in on this baby.

oldfilmsflicker:

I got this from the SF Public Library today. I’m almost done with Joseph Cotten’s autobiography and then I’m gonna start in on this baby.

Filed under: Federico Fellini bianco e nero interview interviste quotes quotes cinema directors registi 

Pensavo di non essere tagliato per la regia. Mi mancavano il gusto della sopraffazione tirannica, la coerenza, la pignoleria, la capacità di faticare e tante altre cose, ma soprattutto l’autorità. Tutte doti assenti nel mio temperamento. Da bambino ero un tipetto chiuso, solitario, aggredibile, vulnerabilissimo fino allo svenimento. E sono rimasto, checché ne pensi la gente, molto timido. Tutto questo come si poteva combinare con gli stivali, il megafono, l’urlata, le armi tradizionali del cinema? La regia di un film è sempre il comando sulla ciurma di Cristoforo Colombo che vuol tornare indietro.
I thought I was not cut out to be a director. I missed the taste for tyrannical domination, the coherence, the fussiness, the ability to work hard and so many other things, but most of all authority. All qualities absent in my temperament. As a child I was introverted, solitary, easy to attack, vulnerable. I remained, despite what people think, very shy. How could you combine all this with the boots, the megaphone, the shouting, the traditional weapons of film-making? Directing a film is like being Christopher Columbus, trying to command a crew that just wants to turn back.
Federico Fellini | January 20, 1920 — October 31, 1993

Pensavo di non essere tagliato per la regia. Mi mancavano il gusto della sopraffazione tirannica, la coerenza, la pignoleria, la capacità di faticare e tante altre cose, ma soprattutto l’autorità. Tutte doti assenti nel mio temperamento. Da bambino ero un tipetto chiuso, solitario, aggredibile, vulnerabilissimo fino allo svenimento. E sono rimasto, checché ne pensi la gente, molto timido. Tutto questo come si poteva combinare con gli stivali, il megafono, l’urlata, le armi tradizionali del cinema? La regia di un film è sempre il comando sulla ciurma di Cristoforo Colombo che vuol tornare indietro.

I thought I was not cut out to be a director. I missed the taste for tyrannical domination, the coherence, the fussiness, the ability to work hard and so many other things, but most of all authority. All qualities absent in my temperament. As a child I was introverted, solitary, easy to attack, vulnerable. I remained, despite what people think, very shy. How could you combine all this with the boots, the megaphone, the shouting, the traditional weapons of film-making? Directing a film is like being Christopher Columbus, trying to command a crew that just wants to turn back.

Federico Fellini | January 20, 1920 — October 31, 1993

(Fonte: taniadoeslittle, via romanoff-bartons)

Filed under: 3D cinema wise words terry gilliam intervista interview bad taste 
Lei lavora spesso con gli effetti speciali: ha mai pensato di utilizzare in futuro anche il 3d per un suo film?
No, non penso che il 3d invogli il pubblico ad andare al cinema, di fatto gli occhialetti mettono un’altra barriera tra loro e lo schermo. Se poi pensiamo a quanto costa il 3d e a come, normalmente, più costa un film, meno interessanti diventano le idee che ci sono dentro, allora ecco che l’idea di girare un film in 3d non mi affascina.”
Filed under: classificone cinema Quentin Tarantino 2011 

Classificone del 2011 secondo Tarantino

La top 11 ufficiale

  1. Midnight In Paris
  2. L’alba del pianeta dell scimmie
  3. Moneyball
  4. La pelle che abito
  5. X-Men: First Class
  6. Young Adult
  7. Attack The Block
  8. Red State
  9. Warrior
  10. The Artist / Our Idiot Brother (pari)
  11. I tre moschettieri

Altri titoli considerati, in ordine sparso

  • 50/50 
  • Beginners
  • Hugo
  • The Iron Lady
  • Carnage
  • Il calabrone verde
  • Lanterna verde
  • Captain America
  • The Descendants
  • My Week With Marilyn
  • Fast Five
  • The Tree Of Life
  • The Hangover Part II
  • Mission: Impossible - Ghost Protocol
  • The Beaver
  • Contagion
  • The Sitter
  • War Horse

Nice Try Award

  • Drive
  • Hanna
  • Drive Angry
  • Real Steel

Miglior regista

  • Pedro Almodovar
  • Bennett Miller
  • Woody Allen
  • Jason Reitman
  • Michel Hazanavicius

Miglior sceneggiatura originale

  • Midnight In Paris
  • Young Adult
  • Red State
  • Attack The Block
  • Our Idiot Brother
  • Beginners

Miglior sceneggiatura adattata

  • Moneyball
  • La pelle che abito
  • Carnage
  • L’alba del pianeta delle scimmie
  • Hugo
  • X-Men: First Class

Film peggiori

  • Sucker Punch
  • Potiche (Trophy Wife)
  • Miral
  • Insidious
  • Rampart
  • Straw Dogs
  • Paranormal Activity 3 
  • Meek’s Cutoff
Filed under: Il padrino The Godfather francis ford coppola mario puzo cent'anni di solitudine gabriel garcìa marquez omaggi citazioni finzioni magazine finzioni letteratura cinema 

Il primo della stirpe è legato a un albero, e l’ultimo se lo stanno mangiando le formiche.
Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare.

Quando sento parlare di ‘realismo magico’ – e mi è capitato, per strada – penso immediatamente, per associazione di idee – non ai racconti di Borges, non alla metafisica di Cortázar, non ai misteri di Buzzati – a Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez. E, quando penso a Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, immediatamente, per associazione di idee, penso a The Godfather, uno due tre, filmoni di Francis Ford Coppola.

José Arcadio Buendía è assolutamente don Vito Corelone – Marlon Brando/Robert de Niro – i capobranco: emigrati entrambi, il primo fonda Macondo, il secondo fugge a New York e per gradi assume il controllo della malavita; ambedue hanno tra la prole un/a figliastro/a e tutti e due se ne vanno per morte naturale e a testimone già consegnato.

Ursula Iguarán è Carmela ‘Mama’ Corleone: donne d’altri tempi, con un unico pensiero in testa: l’armonia della famiglia.

Aureliano Buendía, il colonnello, è incredibilmente Michael Corleone – Al Pacino: dopo un’infanzia timida e solitaria si ritrovano invischiati in esistenze poco su misura: Aureliano è un militare esaltato e, poi, disilluso, Michael un padrino spietato e, poi, pentito; tutti e due fanno i conti con lutti familiari direttamente in debito con la loro ‘attività’ – Aureliano vede morire 17 figli mentre Michael uccide il fratello e sopravvive a una moglie e alla figlia – schiattano stanchi, vecchi, delusi e soli.

I primogeniti sono José Arcadio e Santino Corelone, e, anche qui, parallelismi notevoli: impulsivi, rissosi e prepotenti quanto donnaioli, generosi e buoni – è José Arcadio a salvare il fratello Aureliano Buendía dal plotone d’esecuzione ed è Santino il personaggio del Padrino più amorevole nei confronti della famiglia – vengono uccisi, tutti e due, con colpi di arma da fuoco.

Infine, come non citare Arcadio, figlio ‘bastardo ‘di José Arcadio e Vincent Corleone – Andy Garcia – figlio ‘bastardo’ di Santino Corelone: sono loro a succedere agli zii: Arcadio viene nominato dal colonnello Aureliano Buendía capo civile e militare di Macondo, mentre Vincent diventa padrino dopo l’uscita di scena di Michael. Se di Arcadio conosciamo la fine: fucilato, di Vincent, a questo punto, la possiamo immaginare…

Filed under: news party down serial comedy cinema megan mullally lizzy caplan ken marino adam scott loudvision 
Filed under: classificone cinema blog 
Filed under: scene it giochi dvd game game games movies cinema 
Filed under: interviste Che tempo che fa tv ettore scola cinema cinema italiano 

Ettore Scola a Che tempo che fa - 26 11 2011 

Qui la seconda parte dell’intervista.