(Fonte: oldfilmsflicker)
The Dark Passenger
The Godfather & The Simpsons
(Fonte: mabellonghetti, via margotwoland)
I have one moment in Godfather II. Nobody sees it. Michael and his sad brother Fredo are in Cuba, seeing the Superman show in the nightclub, and Fredo tells Michael, “Johnny always used to take me here.” And you see in that moment that Michael realizes his brother betrayed him. That’s my favorite moment. - Al Pacino
(Fonte: smallnartless, via margotwoland)
Behind the scenes photo of Francis Ford Coppola from Apocalypse Now
(via fuckyeahdirectors)
(Fonte: oldfilmsflicker)
Marlon Brando and Francis Ford Coppola on the set of Apocalypse Now
(via fuckyeahdirectors)
(via margotwoland)
Ingmar Bergman admiring one of three original Bruces from Jaws on the Universal backlot, 1975.
“Among today’s directors I’m of course impressed by Steven Spielberg and Scorsese, and Coppola, even if he seems to have ceased making films, and Steven Soderbergh — they all have something to say, they’re passionate, they have an idealistic attitude to the filmmaking process.” — Bergman, 2002
Photo: John Bryson
(via fuckyeahdirectors)
Hearts of Darkness: A Filmmaker’s Apocalypse (Fax Bahr, George, Hickenlooper, Eleanor Coppola, 1991)
(via oldfilmsflicker)
Il primo della stirpe è legato a un albero, e l’ultimo se lo stanno mangiando le formiche.
Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare.
Quando sento parlare di ‘realismo magico’ – e mi è capitato, per strada – penso immediatamente, per associazione di idee – non ai racconti di Borges, non alla metafisica di Cortázar, non ai misteri di Buzzati – a Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez. E, quando penso a Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, immediatamente, per associazione di idee, penso a The Godfather, uno due tre, filmoni di Francis Ford Coppola.
José Arcadio Buendía è assolutamente don Vito Corelone – Marlon Brando/Robert de Niro – i capobranco: emigrati entrambi, il primo fonda Macondo, il secondo fugge a New York e per gradi assume il controllo della malavita; ambedue hanno tra la prole un/a figliastro/a e tutti e due se ne vanno per morte naturale e a testimone già consegnato.
Ursula Iguarán è Carmela ‘Mama’ Corleone: donne d’altri tempi, con un unico pensiero in testa: l’armonia della famiglia.
Aureliano Buendía, il colonnello, è incredibilmente Michael Corleone – Al Pacino: dopo un’infanzia timida e solitaria si ritrovano invischiati in esistenze poco su misura: Aureliano è un militare esaltato e, poi, disilluso, Michael un padrino spietato e, poi, pentito; tutti e due fanno i conti con lutti familiari direttamente in debito con la loro ‘attività’ – Aureliano vede morire 17 figli mentre Michael uccide il fratello e sopravvive a una moglie e alla figlia – schiattano stanchi, vecchi, delusi e soli.
I primogeniti sono José Arcadio e Santino Corelone, e, anche qui, parallelismi notevoli: impulsivi, rissosi e prepotenti quanto donnaioli, generosi e buoni – è José Arcadio a salvare il fratello Aureliano Buendía dal plotone d’esecuzione ed è Santino il personaggio del Padrino più amorevole nei confronti della famiglia – vengono uccisi, tutti e due, con colpi di arma da fuoco.
Infine, come non citare Arcadio, figlio ‘bastardo ‘di José Arcadio e Vincent Corleone – Andy Garcia – figlio ‘bastardo’ di Santino Corelone: sono loro a succedere agli zii: Arcadio viene nominato dal colonnello Aureliano Buendía capo civile e militare di Macondo, mentre Vincent diventa padrino dopo l’uscita di scena di Michael. Se di Arcadio conosciamo la fine: fucilato, di Vincent, a questo punto, la possiamo immaginare…
Francis Coppola’s Notebook on ‘The Godfather’
(Fonte: youtu.be, via fuckyeahdirectors)
