The Dark Passenger

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“Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato, perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli, questo non è un uomo libero, sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io.”
— Sandro Pertini (via babaracus1982)

(Fonte: facebook.com, via batchiara)

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ze-violet:

nainerouge:

Lo  studente, lo studente, lì, fuori, ha detto che noi entriamo qui dentro  di giorno, quando è… è buio. E usciamo di sera, quando è buio. Ma che  vita è la nostra? Questo, pro forma. Allora io dico, già che ci siamo,  perché non lo raddoppiamo questo cottimo? Eh? Così lavoriamo anche la  domenica. Magari veniamo qui dentro anche di notte… Anzi: magari  portiamo dentro anche i bambini, le donne… I bambini li sbattiamo sotto a  lavorare, le donne ci sbattono a noi un panino in bocca e noi via che  andiamo avanti senza staccare. Avanti, avanti, avanti…avanti, per  queste quattro lire vigliacche, fino alla morte. E, così, da questo  inferno, sempre senza staccare, passiamo direttamente a quell’altro  inferno!
Dov’è che ero? Facevo il cottimista, seguivo la politica dei sindacati! Lavoravo per la produttività, incrementavo io, incrementavo. E adesso? Adesso cosa sono diventato? lo studente dice che siamo come le macchine. Ecco, io sono come una puleggia, come un bullone. Ecco, io sono una vite. Io sono una cinta di trasmissione , io sono una pompa! E non c’ho più la forza di aggiustarla, la pompa adesso! Io propongo subito di lasciare il lavoro. Tutti! E che non lascia il lavoro è un crumiro e un faccia de merda!

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ze-violet:

nainerouge:

Lo studente, lo studente, lì, fuori, ha detto che noi entriamo qui dentro di giorno, quando è… è buio. E usciamo di sera, quando è buio. Ma che vita è la nostra? Questo, pro forma. Allora io dico, già che ci siamo, perché non lo raddoppiamo questo cottimo? Eh? Così lavoriamo anche la domenica. Magari veniamo qui dentro anche di notte… Anzi: magari portiamo dentro anche i bambini, le donne… I bambini li sbattiamo sotto a lavorare, le donne ci sbattono a noi un panino in bocca e noi via che andiamo avanti senza staccare. Avanti, avanti, avanti…avanti, per queste quattro lire vigliacche, fino alla morte. E, così, da questo inferno, sempre senza staccare, passiamo direttamente a quell’altro inferno!

Dov’è che ero? Facevo il cottimista, seguivo la politica dei sindacati! Lavoravo per la produttività, incrementavo io, incrementavo. E adesso? Adesso cosa sono diventato? lo studente dice che siamo come le macchine. Ecco, io sono come una puleggia, come un bullone. Ecco, io sono una vite. Io sono una cinta di trasmissione , io sono una pompa! E non c’ho più la forza di aggiustarla, la pompa adesso! Io propongo subito di lasciare il lavoro. Tutti! E che non lascia il lavoro è un crumiro e un faccia de merda!

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(via onepercentaboutanything)

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“Ha notato anche lei? Qui nessuno lavora più, tutti fanno qualcosa di artistico.”
— Cheyenne (Sean Penn), This must be the place by Paolo Sorrentino
Filed under: Spinoza Roberto Maroni immigrati immigrazione voto voto di scambio lavoro 
“Maroni: “Finché sarò ministro niente voto agli immigrati”. Giusto, potrebbero scambiarlo con un lavoro.”
Filed under: lavoro carota bastone Spinoza politica economia ironia Renato Brunetta 
“Brunetta: con i dipendenti pubblici ci vogliono il bastone e la carota. Il bastone serve a ficcare più in fondo la carota.”