Ora penso che la libertà non stia nella ricchezza, nella potenza, nell’essere rispettati dagli altri o nell’essere privi di obblighi, ma nella capacità di amare. Amare, al punto di dimenticare se stessi, anche per un solo attimo, significa essere liberi. I mistici e gli uomini di chiesa ci spingono a rifiutare il corpo e i suoi desideri, a sottrarci alla schiavitù della carne. Ma non dicono che la carne ci rende liberi. Che il desiderio per un altro essere umano ci eleva e ci rende puri più di quanto possa fare un atto di devozione.
— Jeanette Winterson, Passione
Quanto più una persona è insofferente di catene e bisognosa di libertà, tanto più è abitudinaria.
— Cesare Pavese, Il mestiere di vivere
Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.
— Cesare Pavese, Il mestiere di vivere
Poesia per la domenica
Non sono uscito di senno, ma sono stanco dell’estate.
Cerchi nel cassettone una camicia, e il giorno è perso.
Venga l’inverno e copra tutto, presto,
le città e le genti e, innanzitutto, il verde.
Io dormirò vestito, sfoglierò libri in prestito,
finché non se ne andrà per la sua strada l’anno,
quel che resta,
come il cane che sfugge al cieco e che traversa
lungo le strisce pedonali. È libertà
se scordi il patronimico del capo,
se è dolce la tua bocca più della chalvà
di Shiraz e se, col cervello strizzato
come il corno di un capro,
dall’occhio azzurro nessuna stilla scenderà
(Iosif Brodskij, Poesie. Adelphi. Trad. G. Buttafava)
Credo che specialmente dopo la fine fatta dai totalitarismi sia rossi che neri, nessuna persona sensata possa più dubitare della superiorità della democrazia. Non perché questa sia il segno dell’onestà: Clemenceau diceva anzi che non esiste democrazia senza un minimo di corruzione. Ma perché la democrazia ha nel suo sangue gli anticorpi per combatterla, e il più efficiente di questi anticorpi è la libertà di denunziarla. Nei totalitarismi sembra che la corruzione non ci sia perché non c’è la libertà di denunziarla. Ma esiste anche lì con l’aggravante di essere protetta dalla forza pubblica e dai tribunali. Chi non capisce questo vuol dire che non capisce o non vuole capire nulla. E con costoro è inutile discutere.
— Indro Montanelli, Le stanze